Io, Pippo. Guardiano della vigna (e corridore di quad)
- Anastasia Centofanti
- 14 feb
- Tempo di lettura: 1 min
Mi chiamo Pippo. Sono un cane, ma non uno qualsiasi. Sono il compagno ufficiale di Piacentino, e l’ombra instancabile dei filari di Palazzo Centofanti.

Ogni mattina, appena vedo gli scarponi uscire dalla porta, lo so: si va in vigna. Non importa se fa caldo, freddo, o se il cielo ha quell’aria da “oggi vi bagno per bene”, io ci sono.
Piacentino cammina serio, ma io corro.
Corro dietro agli uccelli come se potessi davvero prenderli (spoiler: non ci riesco mai).
Li faccio alzare in volo solo per farli spaventare.
Ma c’è una cosa che non inseguo mai: i cinghiali. Quelli no. Fanno strani versi e sono grossi. Quando li vedo tra le vigne faccio finta di niente. Dignità canina, certo, ma anche istinto di sopravvivenza.
Il momento più bello? Quando arriva il padroncino Piacentino col quad lo comincio ad abbaiare forte, a mò di sfida: "Dai, vediamo se mi prendi!”.
Lui parte piano, e io scatto. È la nostra gara del giorno.
Solo una volta mi sono distratto e... BAM. Mi ha frenato proprio davanti e io gli sono andato addosso come un razzo cieco. Qualche graffietto e tanta vergogna. Ma il giorno dopo ero di nuovo lì, in posizione.
Quando torniamo a casa, il mio ultimo compito è il più strategico: cercare di infilarmi dentro senza farmi vedere. Perché dentro ci sono le cose buone. Il pane. Il formaggio. Qualcosa che magari “cade”. Fingo indifferenza, ma il mio naso sa tutto.
Sono Pippo, cane da vigna.
Non firmo bottiglie, ma le proteggo.
E nessuno fa più curve di me in mezzo ai filari.




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